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Fra poco sarà la festa dei morti !!

  • 11 oct. 2016
  • 3 min de lecture

Ogni anno, durante il periodo della festa dei morti, le pasticcerie siciliane si colorano con dei dolcetti molto particolari, a forma prevalentemente di frutta, con colori bellissimi e con forme che somigliano in modo impressionante alla realtà. Si tratta della frutta di martoriata, tipico dolce di questo periodo, realizzato con pasta reale (assolutamente da non confondere con il marzpane).

Che cosa è la pasta reale? E’ una pasta realizzata con farina di mandorle (prodotto tipico della sicilia) e zucchero, che viene lavorata a mano, messa in appositi stampini e poi colorata. La frutta di martorana viene spesso confezionata in splendidi cesti, assieme ai biscotti tipici dei morti, frutta reale di stagione (castagne, melograni, noci, ecc…) e al centro l’immancabile pupa di zuccaru.Ma come è nata la martorana?

L’origine di questo particolare dolce lo si attribuisce alle suore del convento di Santa Maria dell’Ammiraglio, detto anche della Martorana, che non mancavano né di estro né di creatività. Tutto nacque durante il periodo normanno, a seguito della visita del papa dell’epoca presso il convento. Le suore erano piuttosto rammaricate poiché gli alberi del loro giardino erano oramai spogli, a causa del raccolto. Ci tenevano a fare bella figura e a mostrare il giardino in tutto il suo splendore e così decisero di fare la frutta a mano. Impastarono la farina di mandorle e lo zucchero ed ottennero dei fruttini che poi posizionarono sugli alberi e che potevano essere mangiati. Sicuramente dovettero fare una bellissima figura perché questi dolcetti spopolarono a tal punto da arrivare fino ai giorni nostri.Ma perché la si associa alla festa dei morti?

Il motivo è piuttosto semplice. La festa dei morti era ed è sempre stata un modo per sentire più vicini i nostri cari defunti. Questo è un giorno di festa e non un giorno di lutto, e soprattutto è la festa dei bambini. Per coinvolgerli veniva regalato loro un cesto con dei dolci, tra i quali appunto la nostra frutta di martorana. Ecco svelato i mistero!La martorana oggiOggi questa tradizione viene portata avanti da quasi tutte le pasticcerie. La fantasia ha preso il sopravvento ed oltre alla tradizionale frutta, oggi possiamo trovare anche altri generi alimentari, come pesce, carne, pasta, panini e tante altre forme. Il tutto per la gioia degli occhi e, ovviamente, del palato!

La chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, sede della parrocchia di San Nicolò dei Greci (Klisha e Shën Kollit së Arbëreshëvet in albanese), nota come Martorana, è ubicata nel centro storico di Palermo. Adiacente alla chiesa di San Cataldo, si affaccia sulla piazza Bellini ove fronteggia la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria.

La chiesa appartiene all'eparchia di Piana degli Albanesi, circoscrizione della Chiesa italo-albanese, e officia la liturgia per gli italo-albanesi residenti in città secondo il rito bizantino.

Fra le più affascinanti chiese bizantine del Medioevo in Italia, è testimonianza della cultura religiosa e artistica orientale presente ancora oggi in Italia, ulteriormente apportata dagli esuli albanesi rifugiatisi in Sicilia sotto l'incalzare delle persecuzioni turche nei Balcani. Quest'ultimo influsso ha lasciato notevoli tracce nella pittura delle icone, nel rito religioso, nella lingua, nei costumi tradizionali proprie di alcune colonie albanesi nella provincia di Palermo. La comunità appartiene oggi alla Chiesa cattolica, ma segue il rito e le tradizioni spirituali che la accomunano in gran parte alla Chiesa ortodossa.

La chiesa si contraddistingue per la molteplicità di stili che s'incontrano, in quanto, con il susseguirsi dei secoli, fu arricchita da vari altri gusti artistici, architettonici e culturali. Oggi si presenta, infatti, come chiesa-monumento storico, frutto delle molteplici trasformazioni, sottoposta inoltre a tutela.


 
 
 

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